venerdì 2 marzo 2012

The next three days: trama e recensione

Film drammatico distribuito da Medusa tra il 2010 e il 2011, "The next three days" è un film diretto da Paul Haggis alle prese con il remake di una precedente versione francese dal titolo "Pour elle" ("Per lei").
Si tratta di una pellicola di 122 minuti che conta sulla prova attoriale di Russell Crowe, Elizabeth Banks, Brian Dennhey, Lennie James, Olivia Wilde.
Trama
La tranquillità della famiglia Brennan vine sconvolta dall'irruzione in casa della polizia. Per Lara, la moglie di John, infatti scattano le manette per un'accusa di omicidio e la donna viene trascinata nel carcere di massima sicurezza di Pittsuburg.


I tre anni successivi vengono cadenzati dalle regolari visite di John alla moglie detenuta, dai timidi approcci di questa con il figlioletto che quasi non la conosce e con il lento evolversi della situazione giudiziaria di Lara sulla cui innocenza John non nutre alcun dubbio. 
Ma persi tutti gli appelli insieme con la speranza che la giustizia possa davvero restituire la libertà ad un'innocente su cui gravano prove che il caso e una buona dose di sfortuna hanno fatto ricadere su di lei, Lara decide di farla finita e tenta il suicidio.
Il gesto della donna per fortuna non le provoca la morte ma fa scattare in John la convinzione che se la moglie non uscirà di prigione perché riconosciuta non colpevole, allora sarà lui stesso a tirarla fuori di lì. Peccato però che John sia un semplice insegnante decisamente poco avvezzo con operazioni al limite della legalità e ad alto tasso di rischio.
Dalla sua parte avrà certamente una buona capacità organizzativa, ottimo spirito di osservazione, metodo e di disperazione quanto basta per spingerlo a ideare un piano folle per il quale non dovrà esitare a sporcarsi le mani.


Commento
"The next three days" non è stato di certo un successo di botteghino tuttavia parte della critica è concorde nel riconoscere innegabili meriti a questo film firmato Haggis. 
Da apprezzare ad esempio sono i numerosi spunti narrativi sviluppati con una puntuale chiarezza e logica perfezione senza strappi, né vuoti, né incongruenze. La trama infatti segue il filo di una lineare evoluzione in cui ogni passaggio è necessario e funzionale. 
Ben dosate appaiono anche le tre macrosequenze del film formate da una intro essenziale ma corposa, seguita da un corpo centrale relativo alla organizzazione del piano del piano di John con la relativa raccolta di informazioni, studio di mappe, colloqui con contatti utili; infine la attuazione del piano, la fuga vera e propria.
Il tutto accompagnato da un crescendo di tensione, man mano che John - spinto dall'amore per la moglie, dalla disperazione e vinto dalla delusione nei confronti della giustizia - passa ad evolversi da semplice, anonimo e innocuo insegnante a mente criminale dalle impensabili risorse. L'attenzione dello spettatore infatti rimane sempre viva, nonostante l'eccessiva lunghezza di qualche scena della sequenza centrale.
Nel complesso un film da non scartare, certo magari non particolarmente vibrante, né emotivamente coinvolgente, ma sufficientemente accattivante dal punto di vista del ritmo della narrazione.
Finale senza grosse sorprese e senza sorprendenti intoppi.


Consigliato: perché no? Ma che non ci si aspetti un capolavoro
Voto: 6 pieno. Non di più.


(Foto di Eva Rinaldi Celebrity and Live Music Fotographer)

6 commenti:

  1. In mancanza d'altro, lo guarderò allora :-)

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  2. ho appena scritto di là che mi ispirava e qui mi dici che non è un capolavoro... mannaggia mi sembrava proprio buono...
    monica c.

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  3. "The River: prima puntata eccezionale! Gli orfani di "Lost" si possono consolare... http://www.facebook.com/theriversky?sk=app_190322544333196

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  4. Fantastico voto 10

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  5. Non male, voto 7

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  6. Mi è piaciuto molto. Ne consiglio la visione

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