venerdì 9 marzo 2012

The woman in black: trama e recensione del film con Daniel Radcliffe

E torna sul grande schermo il noto Daniel Radcliffe. Dismessi i panni del piccolo maghetto Harry Potter, questa volta l'attore è alle prese per la prima volta con un ruolo da adulto.
Il titolo di questa nuova produzione è "The woman in black" - La donna in nero - (a fianco, la foto della locandina nella sua versione francese), film uscito lo scorso 2 marzo 2012 che porta alla regia la firma di James Watkins. Di genere drammatico, la pellicola - della durata di 95 minuti - conta oltre che sulla prova attoriale del giovane Radcliffe, anche su  quella di Claràn Hinds, Janet Mc Teer, Liz White, Shaun Dooley.
Il film, forse un poco a torto considerato drammatico, è in realtà una vera e propria ghost story, e quindi con molte più aderenze con il genere horror tout court.

La vicenda è ambientata in Gran Bretagna, dove gli sfondi e le geografie spettrali di alcuni luoghi fungono da cornice perfetta dentro la quale incastrare la storia e i personaggi. 
Il maghetto in pensione interpreta il ruolo di un avvocato e un padre, Arthur Kipps, che parte per risolvere delle questioni aperte legate a Eal Marsh House, una magione la cui sola vista basta a suscitare qualche brivido di paura. Sulla residenza e sulle macabre leggende legate ad essa infatti si concentra l'intero fulcro narrativo, in particolare sulle apparizioni di una donna in nero la cui storia sembra legata a dei misteriosi infanticidi.
Dunque allo spettatore è riservato uno spettacolo misto di orrore, suspense e paura, in cui le ambientazioni gotiche e il peso specifico di leggende del terrore tramandate di generazione in generazione la fanno da padrona.
L'accoglienza di pubblico e critica nei confronti di "The woman in black" però è stata mediamente tiepida. Apprezzabile il tentativo di Daniel Radcliffe di allontanare da sé l'immagine del ruolo che lo ha reso celebre ma nel complesso la sua interpretazione non pare aver lasciato il segno.
Poco apprezzati anche i dialoghi, sempre brevi, essenziali, quasi scarni.
Plauso alla scenografia, godibile e affascinante, perfettamente indovinata.
Mentre il ritmo della narrazione non ha mancato di scatenare commenti di insoddisfazione prevalentemente legati alla mancanza di suspense e al procedere della vicenda per meri accumuli di informazione, senza pathos, senza inventiva, senza coinvolgimento emotivo.

Ecco il trailer in lingua originale con sottotitoli il italiano.


Voto: 5 di incoraggiamento
Consigliato: agli amanti del genere 

(Foto di Nivrae - Flickr)

3 commenti:

  1. crasciuto il maghetto...
    monica c.

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  2. Lo vedrò... ma anche no. Ecco appunto, non lo vedrò :-)

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