giovedì 5 aprile 2012

Amore a mille miglia: trama e recensione

Distribuito dalla Warner Bros Italia a partire dal 3 settembre del 2010, “Amore a mille… miglia” (titolo originale “Going the distance”) è un film statunitense firmato alla regia da Nanette Burstein

Della durata di 109 minuti, la pellicola si può considerare una commedia sentimentale che conta sulla prova attoriale di Drew Barrymore, Justin Long, Charlie Day, Jason Sudeikis, Christina Applegate. 


Trama 
Garret ed Erin scambiano le loro prime parole in un pub di New York. Lui, impiegato presso una casa discografica, ha appena concluso una storia sentimentale durata qualche mese che non pare gli abbia lasciato particolari ferite; lei si trova nella Grande Mela in qualità di stagista di una redazione presso la quale desidererebbe essere assunta come redattrice fissa.

Intanto lo stage sta giungendo al termine e, nel giro di sei settimane, se ad Erin non verrà proposto l’impiego, le toccherà ritornare nella sua lontanissima San Francisco. 

Erin e Garret si piacciono subito, scoprendo un’intesa completa sotto tutti i punti di vista ma, consapevoli che presto saranno destinati a separarsi, decidono di vivere questa relazione alla leggera, senza far progetti, senza crearsi aspettative. 

Quando però si arriva allo scadere delle sei settimane e ad Erin non è stata fatta alcuna proposta lavorativa che possa trattenerla a New York, la separazione alla quale i due pensavano di essere già psicologicamente e sentimentalmente preparati si rivela un dolore fortissimo ed inaspettato. Erin e Garret così, messi alle strette dall’evidenza del sentimento provato l’uno dall’altra, decidono di intraprendere una relazione a distanza che non mancherà di metterli a dura prova. 



Recensione 
Guidata al timone da una regista – la Burstein - con dei trascorsi esclusivamente nell’ambito documentaristico, “Amore a mille… miglia” è dunque la prima prova in un campo completamente diverso come quello della commedia sentimentale. Il taglio documentaristico però non si è perso del tutto ed è evidente soprattutto nella tendenza a seguire passo passo la vicenda dei protagonisti, i loro incontri, i progressi sentimentali e poi, nella ricostruzione di tutte le difficoltà e gli imprevisti legati alla gestione di questo amore a distanza, sviscerato in tutte le sue facce. 

Grazie alla prova convincente dei protagonisti, la commedia nel complesso risulta godibile, ben strutturata, con qualche spunto davvero ilare legato soprattutto al personaggio della sorella di Erin, maniaca della pulizia e madre nevrotica. 

La trama risulta essere ben congegnata e l’impianto narrativo ben solido anche se la storia e la sua conclusione non sembrano riservare particolari sorprese, viaggiando sul filo di una ben condita prevedibile banalità. 

D’altro canto, va segnalata l’eccessiva volgarità di alcune scene, il linguaggio un po’ troppo colorito tanto da risultare fastidioso e degno delle più demenziali commedie americane, i riferimenti un po’ troppo espliciti alla sfera sessuale, tutti passaggi inutili, che non arricchiscono la trama e che, a parer mio, se fossero stati evitati avrebbero senz’altro garantito al film qualche punto di merito in più.

Voto: 4
Consigliato: non è che non si possa vivere senza!!!

4 commenti:

  1. Vivrò senza... felice e contenta :D

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  2. Assolutamente sì, cara Laura! ;)

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  3. se si può vivere senza non ho rimpianti di non averlo ai sentito nominare...
    minica c.

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