mercoledì 13 marzo 2013

Hart of Dixie, recensione episodio 2x17 "We are never ever getting back together"


Quanto mi ha ricordato Bridget Jones la scena iniziale di questa puntata numero 17 della seconda stagione di Hart of Dixie!
Zoe che giace disperata e scompigliata sul letto della propria stanza che durante i giorni post rottura da Wade si è evidentemente trasformata in un porcile assoluto mentre la segreteria telefonica continua ad attivarsi ricordando alla Doc che è tempo di riappropriarsi delle proprie sembianze umane e tornare alla vita di sempre.
Una vita ovviamente senza più Wade, a parte quei momenti in cui può capitare di incontrarsi in cucina di Lavon, o al Rammer Jammer, o in piazza o per strada visto che BlueBell in tutto farà 10 Km quadri sì e no.

Ok, allora. Una vita in cui, dato che è praticamente impossibile non trovarsi faccia a faccia almeno due o tre volte al dì, il dolore bisogna affrontarlo per forza.
E Zoe ci sta provando, ci prova con tutte le sue forze a trovare un nuovo equilibrio facendo i conti con questa inaspettata rottura. Forse può funzionare l’odio, convincersi di provare profondo disprezzo per Wade e andare in giro contenta per essersi liberata da un tipo così poco raccomandabile.
Oppure potrebbe essere una soluzione ingannare il dispiacere e riempire quel terribile vuoto interiore strafogandosi con tutte le torte che la solidale cittadinanza di BlueBell ha amorevolmente preparato per lei. O alimentare il camino con tutto quello che Wade ha lasciato a casa sua.
Oppure ancora Zoe potrebbe cedere alle attenzioni – troppo calorose – di Jonah che sembra più che disponibile a prestarsi come romantica soluzione.
Peccato che niente funzioni davvero e non consolerebbe neanche sapere che Wade non se la passa di sicuro meglio. Bello notare come in lui non ci sia più traccia dell’impenitente sbruffone donnaiolo che abbiamo conosciuto all’inizio della serie. Neanche quando il moralista – odioso in questa puntata – Lavon lo accusa ingiustamente dell’ammanco dell’incasso di beneficienza egli reagisce come avrebbe fatto il Kinsella degli esordi. Questa nuova versione invece è consapevole degli errori commessi e, molto di più, è consapevole di quello che ha perso. Per sua stessa ammissione, Zoe è la ragazza migliore che lui abbia mai frequentato ed è stato capace di compiere il solo passo che l’avrebbe allontanata da lui. E stando così le cose c’è ben poco per cui essere sbruffoni. E’ già tanto che Zoe gli conceda in non odio e tanto basta per non bruciare nel rimorso e nel senso di colpa.
Speriamo non si tratti però di una separazione definitiva perché l’alternativa di Zoe con il redivivo George non mi alletta affatto, mentre Jonah è presente da troppo poco tempo per poter giudicare.
Sarebbe bello comunque vedere un inaspettato riavvicinamento con Wade, uno di quelli in cui entrambi siano disposti a dichiarare all’altro i propri sentimenti, cosa che ancora non c’è stata. Ma dovremo aspettare per saperlo, e un bel po’ visto che la serie va in pausa fino al 9 di aprile.
Esilarante infine la coppia ancora una volta ma solo per un giorno formata da Lemon e George impegnati – inutilmente - a trovare un modo per sabotare il trasferimento di Shelby in casa Breeland.
Puntata in definitiva carina, frizzante al punto giusto. Promossa.

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