giovedì 21 marzo 2013

Person of Interest, commento episodio 2x02 "Cattivi geni"


Nessun numero di previdenza sociale e nessun comune cittadino da salvare questa volta nella puntata 2x02 di Person of Interest intitolata “Cattivi geni” (titolo originale “Bad code”).
Finch è ancora ostaggio della folle Root e Reese non può che dedicare tutte le sue attenzioni all’amico socio. Ad accompagnarlo in questa avventura c’è la Carter con la quale John parte alla volta del Texas per indagare sull’unica pista che al momento hanno tra le mani.

In particolare, i due cercano di fare luce sulla denuncia di qualche anno addietro della scomparsa di una ragazzina mai ritrovata e che sospettano possa essere proprio Root.

Le indagini, gli indizi e le prove raccolte li portano inizialmente su una falsa pista ma la loro collaborazione si rivela fruttuosa. John e la Carter insieme infatti riescono a risolvere il caso dando finalmente un nome alla squilibrata hacker. La Root che adesso tiene in ostaggio il povero Finch e che ambisce non solo ad arrivare alla Macchina ma anche a trovare un modo per approfittare di qualche falla nel sistema ed accedervi, si chiamava Sam e già da ragazzina vantava innate doti da hacker informatico.
Nessuno le aveva creduto quando aveva denunciato la scomparsa della sua amica che poi era finita ammazzata e da lì forse era partito il suo odio nei confronti di quel mondo che l’aveva etichettata come bugiarda e che si era reso complice dell’assassinio di una bambina.
Con lucida follia adesso cerca in tutti i modi di arrivare alla Macchina, ricattando Finch, provando a manipolarlo, a far leva sulle sue debolezze perché il mondo è marcio e non merita l’uso che ne sta facendo il filantropico miliardario. Ogni uomo è cattivo ed egoista e solo la Macchina può rivelarsi la giusta arma contro l’umanità tutta.
Per fortuna Root si sbaglia, la sua visione del mondo è distorta e parziale e di certo non prevede e non comprende casi come quelli di Reese e Finch. John in particolare ha un debito di riconoscenza nei confronti di Harold e non si fermerà finché non l’avrà tratto in salvo.
Con un po’ di fortuna, una buona strategia e comunicazioni a mezzo messaggi in codice, Reese alla fine riesce a liberare Finch lasciandosi però sfuggire Root che di certo non mancherà di farsi viva molto presto e tornare alla carica più agguerrita che mai. Ciò che conta per adesso è che la coppia si è ricostituita regalando a noi spettatori un ricongiungimento carico di emozioni ancor più perché asciutto, completamente privo di smancerie, in cui in ogni battuta è evidente la stima e la gratitudine che l’uno riserva nei confronti dell’altro.

Puntata perfetta sotto ogni punto di vista, con un ritmo sempre più incalzante, giusto equilibrio tra i momenti di serietà e quelli di squisita ed irresistibile leggerezza ed ironia - uno su tutti quello di Reese con la baionetta - impeccabili i dialoghi e denso di emozione il ricongiungimento finale.


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