mercoledì 13 marzo 2013

Person of interest, recensione episodio 2x01 "Il piano di emergenza"

Ritorno in forma smagliante per la puntata première della seconda stagione di Person of Interest, con un episodio intitolato "Il piano di emergenza" (titolo originale "The contingency").
Le premesse infatti sono subito interessanti dato che Finch è ancora ostaggio della folle Ruth e Reese, per cercare di liberare l'amico nonché socio, capisce subito che deve trovare un modo per dialogare con la Macchina.
La difficoltà dell'impresa per Reese però nasce non solo dal fatto di non essere a conoscenza del modo in cui The Machine fornisce i numeri di previdenza sociale dei cittadini da trarre in salvo ma anche e soprattutto da una clausola che Finch stesso ha previsto e che la Macchina sta mettendo in atto.

 
Si scopre infatti che all'epoca dei test per verificare il corretto funzionamento della Macchina, secondo quanto si evince dagli esplicativi flashback, Harold aveva notato che il super tecnologico marchingegno sembrava non interessarsi a nessun altro se non a lui. Intento di Finch era invece che la Macchina si occupasse del prossimo fornendo i dati dei cittadini in pericolo. Finch aveva dunque fatto in modo che la Macchina lo ignorasse anche in caso di emergenza. 
Ed eccoci arrivati al cuore del problema di Reese. Come fare a mettersi sulle tracce di Finch senza l'aiuto della Macchina? Harold, come d'altronde egli stesso, è un invisibile, e i mezzi ufficiali di ricerca sono dunque da escludere.
Ma John non demorde, salvare Harold è assolutamente prioritario, costi quel che costi e la sua ostinazione lo porta a collezionare il primo successo ovvero la comprensione del sistema di segnalazione dei numeri di previdenza sociale da parte della Macchina. 
Reese infatti si ritrova finalmente con un nuovo numero su cui lavorare nella convinzione che si tratti di quello di Finch. Invece John incappa nel caso della puntata, un abile informatico avvezzo alle truffe finito in un mare di guai. 
Nonostante l'apprensione per Finch, John cerca comunque di risolvere il caso avvalendosi dell'aiuto della Carter e di Fusco ma giunto quasi alla risoluzione finale, decide di forzare la mano minacciando letteralmente la Macchina. Se questa non si deciderà a fornire informazioni su Finch, egli si rifiuterà di lavorare a qualunque altro numero a partire da questo non ancora tratto completamente in salvo.
Per fortuna, la mano viene vinta di Reese, la Macchina cede violando la programmazione impostata e voluta da Finch e finalmente c'è una pista da cui partire per sottrarre Harold alla follia di Ruth.
Ma quali sono davvero le intenzioni della donna? In che modo potrebbe sfruttare le infinite potenzialità della Macchina? Davvero dobbiamo credere che Ruth voglia soltanto sconfiggere un po' la noia?
In questa puntata non c'è ancora una risposta per queste domande, motivo di più per non perdere l'episodio successivo.
Questo intanto mi ha convinta pienamente per costruzione, ritmo, pathos, giusta dose di leggerezza affidata alle scene con Fusco o con il protagonista del caso della settimana. 
E poi mi piace Reese con quel suo imperturbabile carisma, quella voce - originale - pacata ma ferma, il suo modus operandi. E mi piace Finch, la mente, il genio del bene, il suo stile asciutto e pragmatico e quello sguardo smarrito quando è fuori dal suo ambiente, quando non c'è la Macchina a guidarlo o John a difenderlo. Insieme sono una coppia perfetta, vincente, senza fronzoli o inutili sovrastrutture. E probabilmente già dal prossimo episodio torneranno a lavorare insieme.

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