mercoledì 27 marzo 2013

Revolution, commento episodio 1x11 "La resistenza"

Son passati quasi tre mesi dalla messa in onda dell'ultima puntata di middle season di Revolution e lunedì scorso lo show è finalmente tornato a far parte del palinsesto di Steel con un nuovo episodio intitolato "The stand", la resistenza.
Resistenza, come quella che hanno dimostrato di avere tutti quanti siano giunti fino a questo undicesimo appuntamento nonostante gli alti e - soprattutto - bassi della serie trasmessa finora. 
Revolution però, così come era stato abbondantemente annunciato, ritorna col botto e finalmente sento di poter dire di aver visto un po' di ciccia, di aver guadagnato qualche piccola ragione per voler vedere l'episodio successivo, di aver provato un po' di empatia con l'accaduto e con i personaggi.
Ma procediamo con ordine.

Si riparte dall'ultima scena dell'ultima puntata. Il gruppo finalmente riunito vede svanire in un lampo l'illusione di avercela fatta a sfuggire a Monroe al solo sentire il rombo delle eliche degli elicotteri. L'amplificatore che Rachel ha messo a punto sotto ricatto ha dunque dato i suoi frutti e Monroe può a questo punto disporre di energia a sufficienza per poter sguinzagliare mezzi a volontà e arrestare la corsa dei fuggitivi. 
Certo, i piloti al comando degli elicotteri sembrano fin troppo a loro agio alla guida come se avessero volato fino al momento prima e non fossero trascorsi decine di anni dal blackout ma sorvolando su questo piccolo appunto, sembra che l'azione assegni subito un punto ai Miliziani che fanno esplodere il rifugio dove presumibilmente il gruppetto di Miles si era andato a nascondere.
Che siano davvero morti tutti? Ovviamente no, ma questo Monroe e il comandante Neville non lo sanno ancora e dunque non c'è troppo da star tranquilli.
Tirato un sospiro di sollievo, è tempo delle domande ed è Aaron a rompere il ghiaccio. Cosa nasconde Rachel? Perché tutti la credevano morta? Cosa sa in più di loro? E quale è stato il suo ruolo in tutta la faccenda del blackout? E soprattutto, finalmente si può tornare a casa?
Ma loro una casa non ce l'hanno più, non finché Monroe darà loro la caccia e non finché Rachel - che si autoaccusa come unica responsabile di quanto è avvenuto - non avrà rimediato ai suoi errori. Un laconico è complicato poi fa calare un velo di mistero su tutto il resto e nel frattempo a pagare lo scotto per tutti i danni provocati sono un gruppo di ribelli ferocemente massacrati dalla Milizia "volante".
Intanto si incomincia a capire chi del gruppo principale ci rimetterà le penne come più volte annunciato dagli spoiler mentre prende forma la Resistenza. Charlie e gli altri infatti decidono di combattere a fianco di alcuni ribelli mentre Rachel e Miles partono in cerca di John, un vecchio amico della donna che potrebbe fornire loro delle armi.
Ma a quanto pare fidarsi di qualcuno è praticamente impossibile soprattutto se c'è dietro il losco e inquietante Randall, lo stesso che tiene in pugno John, e anche Grace e che, a fine episodio, si presenta nel quartier generale di Monroe per offrire il proprio aiuto. Rachel e Miles comunque riescono ad avere la meglio.
Il gruppo ha dunque guadagnato qualche altro nemico ma ha guadagnato l'appoggio - per ora rifiutato - di Jason Neville che, dopo la furiosa lite col padre e l'ammutinamento, decide di lasciare la Milizia e schierarsi dalla parte di Charlie. Nonostante l'atteggiamento per ora giustamente diffidente e stizzoso della Matheson però è già evidente che tra i due ci sarà un avvicinamento sentimentale.
Qualcosa di insospettabile invece pare esserci stato tra Rachel e Miles. Dal loro confronto infatti saltano fuori parecchi segretucci detti a mezza bocca e che ancora non ci è dato conoscere nella loro interezza ma che si preannunciano più scabrosi e stuzzicanti di quanto io personalmente avevo intuito fin qui. La granitica Rachel per ora non si scuce affatto ma questi due non la raccontano giusta. A rafforzare questa tesi poi c'è anche la sempre più palese insulsaggine di Nora. Ogni scusa è buona per saltare al collo di Miles come ad avvisare il mondo che tra loro c'è stato del tenero in passato e che ancora ce ne potrebbe essere ma, a parte il fatto che Miles sembra ricambiare il bacio per cortesia ed educazione, di fatto le loro scene insieme non trasmettono nulla di nulla. 
Molto toccante invece è stata la perdita tanto annunciata. Dopo essere stato salvato dalle grinfie di Monroe infatti il piccolo Danny fa comunque una brutta fine e da vero eroe della Resistenza, abbatte gli elicotteri della Milizia esponendosi in prima persona alla carica di mitragliate già in canna e destinate ai ribelli. La morte del giovane riesce a scuotere anche la gelida Rachel che, in un estremo slancio materno, fa anche un sentito mea culpa per aver permesso con tanta leggerezza che i suoi figli si esponessero ad un pericolo così grande. Vendicare Danny però ora diventa imperativo e madre e figlia giurano che non avranno pace finché Monroe non avrà pagato per questo.
In lacrime al cospetto di Danny infine, Rachel estrae qualcosa dal corpo del figlio. Ma quanti segreti nasconde questa donna?
Bel rientro e apprezzato ritorno. Puntata viva, animata, densa, corposa e avvincente. Ma soprattutto promettente per il futuro della serie. 

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