venerdì 5 aprile 2013

Revolution, commento episodio 1x12 "Fantasmi"


E cola nuovamente a picco il mio interesse. Quel precario guizzo di piacere che mi aveva suscitato lo scorso episodio ecco che è andato completamente in frantumi con questa 1x12 che ho trovato soporifera e inutile ai fini della trama.
La situazione all'inizio della puntata è più o meno questa: Danny è morto riuscendo a mettere ko l'amplificatore sfruttato da Monroe, i ribelli - cui ora si è unito il gruppo di Miles - hanno dunque un piccolo vantaggio che Nora e il Matheson pensano di sfruttare andando ad arruolare altri aspiranti suicidi, Charlie non rivolge la parola alla madre che chissà quali altri segreti nasconde ed Aaron... Aaron... (ah, già. Anche lui fa parte del cast!) bah, probabilmente sta ancora cercando di capire che giorno sia.

Ovviamente, come in ogni episodio di Revolution che si rispetti, qualcuno ha tanta voglia di uccidere Miles e mentre lui e la sempre più inutile Nora cercano di convincere un pover'uomo che si è pure rifatto una vita a mandare tutto a quel paese per seguirli e provare a togliere di mezzo Monroe, l'anonimo e inconcludente miliziano cattivo di turno sguinzaglia un nutrito gruppetto di soldati che combatteranno con gloria non più di 10 secondi prima di finire tutti ammazzati.
Miles, Nora e il nuovo probabile acquisto - tale Jim Hudson -, nonostante la schiacciante inferiorità numerica, se la cavano infatti senza neanche un graffio guadagnando un altro disperato pronto a lasciarsi alle spalle una vita tranquilla pur di dare il benservito al folle Monroe.
Alla base dei ribelli intanto Charlie decide di tenersi impegnata per non pensare alla madre e ai suoi segreti, al fratello morto e ai dieci episodi precedenti trascorsi unicamente a cercare di salvarlo, e l'unica attività che la soddisfa pienamente è quella di partire in avanscoperta, combattere contro i miliziani e fare del suo meglio per provare a restarci secca pure lei. Il problema è che quando non rischia la vita sul campo le tocca difendersi dalla madre che, in un impeto di frustrazione dovuto alla consapevolezza del pessimo lavoro da genitrice svolto - le molla una pizza pazzesca. Ma è un modo come un altro per rompere il ghiaccio e, a partire da quel momento, il muro di diffidenza e rimprovero che Charlie ha messo su pare sgretolarsi poco a poco. 
L'occasione per cominciare a fare fronte comune provando a fidarsi l'una dell'altra è l'attacco della Milizia capitanata da Randall. Monroe ha infatti deciso di affidare a lui la spedizione di attacco al gruppo di Miles e il losco individuo in giacca e cravatta in men che non si dica riesce a localizzare la posizione dei ribelli grazie ai ciondoli che prontamente Rachel pensa bene di sciogliere nell'acido.
E si riparte con inseguimenti, balestre, fucili, scappa scappa, nascondini, combattimenti corpo a corpo, rumore, tanto rumore. Tutto comunque si conclude con un nulla di fatto.
La situazione finale è dunque che Danny è morto invano perché Monroe può disporre di nuovi amplificatori costruiti dagli scienziati di Randall, il gruppo ha acquisito una nuova unità, Charlie e la madre si sciolgono in un abbraccio post ceffone senza che tra le due ci sia stato alcun dialogo e alcun confronto verbale costruttivo, Randal, che era il capo di Rachel, ambisce a ricostituire il suo gruppo di cervellotici collaboratori, mentre Aaron è ancora in cerca di risposte.    
In pratica ci si è mossi sul terreno del nulla, quaranta minuti di puro rumore e zero emozione, con un corredo di facce congelate sempre nelle stesse espressioni a farci compagnia.
Però c'era una volta una Torre... queste le ultime parole pronunciate da Rachel a fine episodio, le stesse che dovrebbero stuzzicare la nostra curiosità e spingerci a seguire la puntata successiva perché forse finalmente qualcosa verrà svelato e spiegato anche a noi.

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1 commento:

  1. se va a picco il tuo, figurati il mio!
    monica c.

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