venerdì 12 aprile 2013

Revolution, commento episodio 1x13 "La canzone è sempre la stessa"

Più si va avanti e più mi chiedo cosa mi spinga ancora a guardare Revolution. Per quanto mi sforzi di pensare agli sviluppi nella trama dopo questo episodio numero 13 non riesco proprio ad isolarne nessuno.
Tutto avviene sempre in maniera molto lenta, con lunghi silenzi o dialoghi tanto enfatici quanto inutili e criptici. Quando si accelera e l'azione diventa protagonista c'è sempre tanto, troppo rumore per nulla. Alla fine di ogni puntata infatti non riesco a vincere quella insoddisfazione per come i 40 minuti siano scivolati via senza la benché minima emozione.

Uno dei pochi momenti felici che mi sono rimasti impressi è stato l'attacco spettacolare e imprevisto da parte dei ribelli alla jeep di Neville dalla quale il comandante riesce inspiegabilmente ad uscire illeso. Bello il passaggio dal momento in cui lui e il conducente godono finalmente di un po' di musica grazie ai potenti e misteriosi mezzi di Randall a quello dell'esplosione inaspettata.
Neville viene comunque fatto prigioniero, torturato da Miles, quasi ammazzato da Rachel e tradito dal figlio che ormai è definitivamente passato tra le fila dei ribelli con buona pace di Miles che non sa più come dirgli che non lo vuole intorno. Ma il furbo miliziano riesce a gabbare i (molto poco furbi) ribelli e a guadagnare la libertà. Suo intento però adesso è quello di darsela a gambe levate, di sparire dalla circolazione e di non finire tra le grinfie del vendicativo Monroe che di certo non potrebbe perdonargli questo ennesimo fallimento. Senza contare che se solo Bass sospettasse che il figlio di Neville non solo non è morto ma che è un disertore arruolatosi tra i ribelli, per il capitano e sua moglie non ci sarebbe davvero scampo.
Altro momento da ricordare è il bacio tra Miles e Rachel. Che tra i due ci fosse stato un trascorso era apparso chiaro un paio di puntate fa ma che questo contatto sia avvenuto adesso, senza alcuna spiegazione e per di più completamente fuori contesto rispetto alla conversazione che stavano avendo è un altro punto a sfavore dello show. Bacio buttato lì, senza senso alcuno ed è un peccato visto che invece questo inaspettato risvolto avrebbe potuto regalare un po' di pepe alla trama.
Ovviamente in tutto ciò non si commenta neanche la assoluta inutilità di Nora per cui non vale la pena neanche sprecare un misero cenno.
Quanto alla faccenda della Torre che si preannunciava il piatto forte della puntata, stando al finale dell'episodio scorso, io non l'ho neanche capita. Alla spiegazione criptica e lacunosa di Rachel (tanto per cambiare), Aaron reagisce con tanto di bocca aperta commentando quanto al di là di ogni immaginazione possa essere accaduto alla Torre. Secondo me ha voluto fare il fico ma in realtà non ha capito niente neanche lui. Ciò però non gli impedisce di accettare con gioia la missione suicida che Rachel gli propone. E i due partono alla volta della Torre con la certezza di finire ammazzati e la flebile speranza di poter permettere che anche i buoni - come Rachel definisce i ribelli, Miles e tutto il gruppetto - di servirsi dell'elettricità.
Ancora più incomprensibile però mi risultano le strategie espansionistiche di Randall e Monroe. Dico io, nella mia immensa ignoranza, che bisogno c'è di scomodare armi nucleari se la controparte è armata al massimo di qualche freccetta? Davvero non capisco.
Un'altra puntata è intanto volata via mentre i dubbi e le perplessità cominciano a scavare vere e proprie voragini. 

-->

Nessun commento:

Posta un commento