sabato 20 aprile 2013

The vampire diaries, commento episodio 4x19 "Pictures of you"

Il ballo studentesco è uno degli eventi più rischiosi a cui un adolescente di Mystic Falls possa mai prendere parte. E su questo credo proprio non ci siano dubbi.
E non ha fatto eccezione neanche in questo episodio seppur con qualche sostanziale differenza rispetto ai balli degli scorsi anni. 
Tanto per cominciare, c'era Rebekah. Finalmente infatti anche per la millenaria vampira è stato possibile indossare uno di quei meravigliosi abiti destinati al classico prom e prendere parte al primo ballo di fine anno della sua vita.
Ballo che per lei, più che significare la degna conclusione dell'ultimo anno scolastico - che lei e tutto il gruppo avranno degnato per 3, 4 giorni al massimo - avrebbe potuto rappresentare un addio in grande stile alla propria esistenza da vampira. Il suo volere la cura per tornare umana, e soprattutto il fare di tutto per onorare la sfida di Elijah dimostrando di poter vivere senza i privilegi che l'essere un vampiro immortale comporta sono stati commoventi. Rebekah ci ha creduto davvero, ci ha sperato davvero di poter riconquistare quella normalità perduta e a nulla sono valse le minacce di Klaus, i velati sfottò di Elena o le dure parole di Matt. Per Matt infatti, ormai l'unico essere umano dello show, Rebekah non ha le carte per diventare un buon umano perché non si è mai resa protagonista di nessuna azione vagamente buona durante il suo intero soggiorno a Mystic Falls. Le espressioni di Clare Holt in questa puntata sono veramente fantastiche e rendono perfettamente l'idea della lotta interiore che consuma Rebekah, del suo disagio, della sua disperata speranza, della dolorosa presa di coscienza del male compiuto e perpetrato anche gratuitamente e alla fine, nonostante la sua inossidabile convinzione nel voler prendere la cura, quello che la frega è voler guadagnare qualche punto agli occhi di Matt salvando la vita ad April.
Rebekah in questo episodio è stata struggente, grandiosa, commovente. E' stata umana, splendidamente umana.
Un'altra differenza con i balli studenteschi delle serie scorse poi è stato l'epocale rovesciamento. Elena che da vittima sacrificale e da innocente donzella da proteggere si trasforma nel vero e proprio villain di questo episodio, se non addirittura di questo finale di stagione. Ormai infatti la giovane vampira Gilbert è lanciatissima in modalità zero emozioni e a nulla valgono i tentativi di Damon e Stefan in primis per farle rivivere alcune delle emozioni che più la rappresentavano da umana. Nessun effetto sortisce l'amicizia con Bonnie e Caroline - con quanta nonchalance e soddisfazione le ruba il vestito! -, le parole di Damon o il tentativo - ci stavo quasi cascando - di Stefan di farle rivivere le emozioni che erano soliti provare insieme. Elena is gone, come conclude Bonnie prima ancora che la sua ex amica provi a mandarla all'altro mondo. Ma la speranza è l'ultima a morire e i fratelli Salvatore sono pronti a scommettere che Elena sia sulla strada giusta per recuperare la propria umanità.
Su questo nutro personalmente dei dubbi e, siccome a partire da questo momento rinuncio a leggere qualunque spoiler per evitare di guastarmi il finale di stagione, il mio pensiero non è frutto di alcuna speculazione leggiucchiata qua e là.
Quello che è certo è che se Elena dovesse tornare sul sentiero dell'umanità quello che troverebbe rispettivamente al triangolo che aveva lasciato sarebbe una situazione un po' delicata. Stefan infatti, nonostante abbia ultimamente affermato di voler voltare pagina e di rinunciare definitivamente ad Elena, in questa puntata ammette suo malgrado - e di Damon - di essere confuso. I sentimenti per Elena sono sempre lì, non sono andati da nessuna parte e se mettiamo pure in mezzo tutta la faccenda del sire bond come vera, la Gilbert si potrebbe risvegliare dal sonno dell'inumanità verosimilmente innamorata del più piccolo dei Salvatore confermando per l'ennesima volta che It's always gonna be Stefan (sarà sempre Stefan!).
Damon dal canto suo in questi ultimi tempi ha avuto modo di ingoiare ancora più terra del solito e l'ennesimo boccone amaro glielo serve Silas sotto le mentite spoglie di Stefan ricordandogli che quello che lui ed Elena hanno costruito non solo non è minimamente paragonabile alla storia che c'è stata tra di loro ma potrebbe anche essere stata completamente montata dal vincolo di asservimento. Damon appare sempre più insicuro, lo vedo perdere lunghezze, grinta, voglia di lottare. Cosa resterà a lungo andare del Damon di cui Elena ha dichiarato di essersi innamorata?
Silas intanto è stato quello che a questo ballo si è divertito più di tutti. Ha provato a portare Bonnie dalla sua parte apparendole come Jeremy, ha fregato Elijah rubandogli la cura sotto le mentite spoglie di Rebekah, ha giocato duramente coi fratelli Salvatore comparendo all'uno nelle vesti dell'altro e viceversa e comunque alla fine ha ottenuto ciò che voleva. La cura adesso è nelle sue mani e i giochi sono fatti. Rebekah non potrà tornare umana, i fratelli Salvatore non potranno somministrarla ad Elena e Katherine non potrà usarla come merce di scambio con Klaus per riottenere la sua libertà anche se, a quanto pare, c'è qualcos'altro che lei potrebbe offrirgli e che porterà l'Originale in quel di New Orleans dove si getteranno le basi per il prossimo show di cui sarà protagonista.
E questa consapevolezza insieme al povero peso specifico che hanno avuto le scene condivise con Caroline mi portano a pensare che il momento Klaroline non verrà mai più. Serviva forse a rafforzare questa convinzione la fugace e inaspettata apparizione di Tyler? No, perché a me è sembrato il momento più stupido della puntata, quello in cui ho davvero sperato di assistere a un nuovo travestimento di Silas... E invece no, era proprio Tyler tornato a sfidare la sorte e la benevolenza di Klaus per trascorrere 4 minuti sì e no con Caroline. Mah!
In definitiva, bell'episodio, emozionante al punto giusto pur senza brillare particolarmente.

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