mercoledì 22 maggio 2013

Revolution, commento episodio 1x17 "The longest day"

Difficile commentare questo episodio. Se ripenso ai 40 minuti appena trascorsi mi ritornano in mente solo immagini solitarie e slegate tra loro che comunque non ricollego ad alcuna emozione.
Ripenso a Nora e Miles, una notte insieme appena trascorsa e quei dialoghi insensati dell'indomani mattina; ripenso allo scontro tra Jason e Neville, acceso dal nulla, forzato; ripenso all'attacco ai danni dei ribelli, a Charlie che riesce a liberarsi sola dalle macerie, al ginocchio di Rachel guarito magicamente, alla esecuzione ordinata dal sempre più folle Monroe, a quel bacio tra Jason e Charlie dopo che in 17 puntate avranno scambiato sì e no una decina di battute.


Sembrerebbe tanta roba se solo non fosse che pare sempre tutto buttato lì un po' a caso. Trovo infatti molto difficile affezionarmi ai personaggi e alle loro storie se non c'è modo di farli interagire più profondamente. Non mi basta semplicemente che Charlie e Jason siano gli unici della loro età per farmi tifare per una loro svolta sentimentale, così come non riesco a provare empatia per Nora e per il suo legame con Miles se non conosco i loro trascorsi e quello che hanno attraversato per essere giunti a questo punto. 
E' inutile, ogni personaggio continua ad essere un'isola a sé stante, non c'è analisi, non c'è profondità, non c'è crescita.
Un accenno di cammino di redenzione viene compiuto solo da Miles e mentre dei flashback ci mostrano tutta la sua fredda crudeltà nei confronti di Rachel, egli sembra quasi voler espiare quella fase tentando di costruire un rapporto con la nipote, ovvero con la famiglia che egli non ha fatto altro che calpestare negli anni successivi al blackout.
Ma anche questo accade tutto per immagini, senza veri dialoghi, tutto per ellissi.
E se nello scorso episodio avevo trovato qualcosa in stile Hannibal Lecter, questa volta siamo approdati alla fase Fringe con la storia del nanocomputer che guarisce per magia il ginocchio di Rachel!
In definitiva, non trovo ancora carattere per questa serie, un indirizzo univoco e chiaro. Una scusa qualsiasi per continuare a seguirlo. Ah, sì, la curiosità di vedere dove si vuole andare a parare sapendo già che tra due puntate tutto si concluderà in una nuvola di confusione, non detto e non svelato.

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