mercoledì 26 giugno 2013

Hunger games, trama e commento

Tratto e liberamente adattato all'apprezzato romanzo di Suzanne Collins, Hunger Games approda nelle sale cinematografiche a maggio del 2012, debutto preceduto da speculazioni, voci di corridoio, indiscrezioni e previsioni soprattutto in merito ad una presunta parentela col filone inaugurato da Twilight sia per target di riferimento sia per potenziale narrativo.
Nulla di più lontano dalla realtà.
Ma andiamo con ordine. Il film è firmato alla regia da Gary Ross e porta sullo schermo nei panni della protagonista la promettente Jennifer Lawrence accompagnata da Lenny Kravitz, Elizabeth Banks, Woody Harrelson, Stanley Tucci.

Già dai primi minuti di visione ci si ritrova immersi in una realtà fastidiosa, disincantata, melanconica, arrendevolmente arrabbiata che nulla ha a che vedere con le ambientazioni e le atmosfere fantasy e mielose di Twilight.
La realtà qui è da grigio futuro non meglio precisato, una realtà di forti contrasti, tra i colori accesi e scintillanti della finzione televisiva e quelli grigi e dimessi in cui è calata la popolazione costretta a vivere in uno dei dodici distretti territoriali.
Katniss Everdeeen, la protagonista, vive con la sorellina più piccola e la madre nel dodicesimo. La sua appare subito una vita infelice e problematica suggerita dalle inquadrature nervose, primi piani sporchi e mossi, espressioni contrite e malinconiche. E ben presto scopriamo che a peggiorare la situazione giocano un ruolo di primo piano  l'ormai vicino svolgimento degli Hunger games.
Come tutti gli anni ormai, da ben 74 edizioni, è previsto l'avvio di questi giochi barbari, inaugurati e pensati per rendere omaggio alla fine delle ultime rivoluzioni offrendo dei sacrifici umani. Nello specifico, ognuno dei dodici distretti sarà chiamato ad estrarre i nomi di due partecipanti, di due tributi, un ragazzo e una ragazza, che prenderanno parte agli Hunger Games, una sorta di reality show della durata di due settimane, e seguito in diretta tv, durante le quali i 24 estratti dovranno riuscire a sopravvivere in condizioni estreme, in un ambiente inospitale e nella consapevolezza che 23 di loro, alla fine dei 15 giorni, saranno morti.
L'unico vincitore previsto sarà l'unico sopravvissuto, il più scaltro, il più adatto a vivere in condizioni estreme o semplicemente il meno privo di scrupoli quando si tratta di fare fuori uno degli altri 23 partecipanti.
Al grido - incomprensibile - di Felici Hunger Games, i giochi così hanno inizio.
Durante le due ore di proiezione del film dunque si assiste al genere di ostacoli cui i ragazzi vengono chiamati a rispondere, alle strategie di sopravvivenza, alle violenze gratuite perpetrate a danno di innocenti pur di salvarsi la pelle, alla trasformazione immediata di semplici e normali ragazzi in assassini privi di scrupoli.
Ora, il romanzo avrà anche avuto successo e il film - che a tratti ricorda The trumam Show - può anche essere stato realizzato con cura, con un buon ritmo, scenografie apprezzabili, dialoghi convincenti e interpretazioni di buon livello ma il mio limite invalicabile rimane la trama. 
La trovo fastidiosa, assurda e il pensiero sin dall'inizio del film che 23 giovani protagonisti troveranno la morte e per di più in quel modo e per quelle motivazioni mi ha pervaso d'angoscia per tutta la durata. Tra l'altro, il finale, un po' affrettato e sintetico, non riserva grosse sorprese mentre la speranza che le mie angosce potessero svanire grazie ad una via di fuga inaspettata della trama viene condannata a capitolare miseramente.
Trovo infine che Hunger Games non sia affatto adatto ad un pubblico giovanile e che l'efferatezza e la barbarie messe in scena durante i giochi siano davvero troppo. A questo punto, il pallore di un vampiro innamorato che mai neanche una volta mostra i canini parrebbe addirittura preferibile.
A seguire, il trailer.
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Voto: 4/10
Consigliato: Chi non trovasse la trama così irritante, potrebbe anche apprezzarlo...

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