giovedì 6 giugno 2013

Person of Interest, commento episodio 2x13 "Calcolo della mortalità"


Ennesimo punto messo a segno da Person of Interest con un'altra puntata assolutamente eccezionale o, per restare in tema con quanto visto, a dir poco esplosiva. 
Questa volta in gioco c'è la vita di Reese, ma non solo. La redidiva Kara Stanton infatti ha messo su un diabolico piano per portare a termine una delicata missione di terrorismo informatico. Sta soltanto eseguendo degli ordini, come era abituata a fare quando lavorava in coppia con Reese, ma adesso se Kara riuscirà nell'impresa così come sperato dal misterioso committente, finalmente potrà ricevere in cambio un nome. Quel nome. Il mandante dell'imboscata ordita ai suoi danni e dalla quale è uscita miracolosamente illesa.

In gioco c'è tanto, troppo per lei e tutto diventa lecito per garantirsi il successo del piano. Come, ad esempio, causare un incidente spaventoso, uccidere Donnely a sangue freddo, rapire Mark Snow e John Reese e vestirli con un simpatico giubbotto esplosivo. La sua vecchia squadra di lavoro di quando lavorava per la CIA è così finalmente ricostituita e la costante minaccia di far esplodere i giubbotti le garantisce massima obbedienza e assoluta dedizione alla missione.
Snow e Reese sono dunque costretti ad agire pilotati a distanza da Kara ma se l'agente Snow non sente l'esigenza di approfondire in merito alla gravità degli ordini che sta eseguendo, John intuisce subito la pericolosità di quanto richiesto e le inimmaginabili conseguenze derivanti dalla riuscita del piano terroristico della Stanton. 
Snow in realtà esegue ciecamente degli ordini nella speranza di un estremo atto di clemenza, mentre Reese vive quel minaccioso countdown che va a ritroso sul suo petto come tempo residuo da utilizzare per sabotare la missione. 
Mettendo al primo posto la sicurezza nazionale però John sta rischiando la sua vita. Quel countdown è sempre più prossimo allo zero e per lui, dopo aver ottenuto una parziale vittoria sulla Stanton, arriva il tempo dei saluti. La Carter e Fusco accorrono per tentare di salvarlo, di disinnescare l'ordigno mortale, ma John ha giusto il tempo di ringraziare velocemente per tutto prima di declinare la gentile offerta e scappare lontano dove l'esplosione non avrebbe avuto conseguenze se non per lui. Il tetto sembra una buona idea ma c'è ancora qualcuno da salutare. Finch è lì, pronto a farsi saltare per aria insieme al suo socio ormai assolutamente amico. Scena da pelle d'oca, quegli attimi concitati, quelle parole asciutte e quello scambio di battute essenziali eppure cariche di riconoscenza e affetto. In quel momento è impossibile non tifare per Finch affinché becchi il giusto codice di sblocco per disattivare la bomba che in meno di una manciata di secondi li manderà entrambi al campo santo.
Il tempo scade, una bomba esplode. Una non due. Reese è salvo, Finch ha beccato il codice giusto ma per Snow non c'è stato nulla da fare. Il colpo di scena però, in perfetto stile Person of Interest, è che Snow ha scelto di condividere quel momento inesorabile con qualcuno ed intrufolarsi nella macchina di Kara Stanton gli è sembrato una buona idea. Gli ultimi concitati secondi della puntata si portano via per sempre due protagonisti della serie, polverizzati da un'esplosione potentissima e mentre noi spettatori siamo ancora lì che riprendiamo fiato, per aria svolazza un fogliettino di carta con il nome di Harold Finch.
Person of Interest ribalta ancora una volta le nostre certezze. Se Harold è stato il mandante della imboscata contro la Stanton, cosa ancora dobbiamo scoprire? Quanto traballanti sono le certezze che avevamo custodito in merito a questo criptico genio informatico miliardario?
Puntata da applausi. Semplicemente.

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