giovedì 20 giugno 2013

Person of Interest, commento episodio 2x16 "Morte apparente"

Person of Interest continua a non sbagliarne una e la numero 16 non fa di certo eccezione.
La prospettiva di questa puntata tra l'altro la rende particolarmente interessante perché l'obiettivo è posto sull'altra parte. Protagonisti dell'episodio infatti sono i due numeri di previdenza sociale forniti dalla Machine e, quando dico protagonisti, intendo sul vero senso del termine. Reese e Finch sono lo sfondo, il contorno, il dietro le quinte per la stragrande maggior parte della puntata mentre l'episodio è incentrato sulle vicende in prima persona dei due numeri che John segue a distanza. 

E non si tratta di due numeri a caso, di due persone a caso. Non avrebbe avuto molto senso. Si tratta invece di due agenti che svolgono esattamente lo stesso medesimo lavoro di Reese e Finch, solo per la parte sbagliata.
I due però non sanno bene per chi lavorano, le domande in questo mestiere, si sa, non sono mai troppo gradite e la curiosità si paga anche con la vita. Questa è la fine che fa il compagno di Samantha Shaw, che adesso, per salvarsi dagli assassini del suo compagno, dai quali è sfuggita a malapena, avrà bisogno di qualcosa che vada al di là delle sue abilità da ex militare. E sappiamo già che John è quel qualcosa.
Le resistenze della donna però sono pari solo alla sua innata diffidenza e nel rifiutare l'aiuto offerto anche da Harold in persona non sa che si è appena messa in guai molto peggiori.
Ad una puntata tanto anomala quanto perfetta non potevano di certo mancare le chicche. E quindi ecco Root scendere in campo ancora una volta nel tentativo di scoprire dove si trovi la Machine, e Leon, vecchia conoscenza di questa seconda serie a cui Harold e John stanno cominciando ad affidare compiti di fiducia sempre più frequentemente.
Episodio da leccarsi le dita.

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