martedì 25 giugno 2013

Person of Interest, commento episodio 2x17 "Il camaleonte"

In perfetto stile giallo e anche un po' old fashion, la numero 17 della seconda stagione di Person of Interest affonda i denti in un episodio un po' fuori dai consueti binari della serie.
La stranezza e particolarità della puntata vengono subito colte sin dai primissimi minuti durante i quali Harold commenta con Reese quello strano silenzio della Machine di ben 3 giorni.
Tre giorni di "vacanza" per i due del resto non possono che essere tradotti come curiosa, se non preoccupante anomalia della potentissima Macchina per cui probabilmente è ravvisabile lo zampino della Stanton.

Appare più che plausibile infatti che la missione di terrorismo informatico che la donna ha portato a termine prima di saltare per aria abbia avuto ripercussioni anche sulla Machine di Finch ma la portata del danno è ancora tutta da scoprire.

Quando finalmente poi questa si decide a rientrare a regime, di numeri di previdenza sociale ne snocciola addirittura sei. Harold e John hanno giusto il tempo di commentare quast'altra nota inedita nella storia della loro collaborazione prima di trovarsi calati nel caso del giorno.
L'impresa si presenta subito piuttosto ardua. Le condizioni meteorologiche sono pessime, i collegamenti impossibili e del pericoloso killer da fermare è ignota l'identità perché ama assumere quelle della sue vittime designate. 
Per fortuna però mentre John è costretto ad improvvisare dovendo fare a meno del valido supporto di Finch, questi intanto è ormai lanciatissimo anche sulle operazioni sul campo tanto da sfidare il maltempo e decidere di raggiungere Reese a bordo di un velivolo privato.
La caccia all'uomo a questo punto ha tutti gli ingredienti per ricordare i migliori gialli, raccolta di indizi, valutazione degli alibi, numero ristretto di indiziati, false piste. Puntuale infine arriva lo smascheramento finale e la cattura dell'assassino. 
Piccolo spazio infine per la Carter e per le sue beghe d'amore con il collega coinvolto nell'HR.
L'episodio di per sé non è affatto inferiore per qualità a quelli a cui Person of Interest ci ha abituati ma, per gusto personale, non mi ha particolarmente elettrizzato. Certo, mi dà molto da pensare quel silenzio di tre giorni della Machine, le possibili conseguenze e la gravità de danno, per cui penso che si preannuncia un finale di stagione coi fiocchi.

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