lunedì 15 luglio 2013

Person of Interest, commento episodio 2x20 "In extremis"

Mancano appena due puntate al finale di stagione e qualche nodo viene al pettine già durante questo episodio.
Numero di previdenza sociale fornito dalla Machine questa volta è quello di un noto cardiochirurgo, multi premiato ed apprezzato cui viene fatta ingerire una dose di veleno mortale. Da buon medico, i sintomi per lui diventano subito rivelatori della ormai vicina fine e le ultime ore della propria vita diventano cruciali per consegnare alla Giustizia il nome del proprio assassino.
Reese non lo mollerà un attimo in questo tentando il tutto per tutto per farla pagare al mandante di una morte tanto atroce.

Al di là del buon esito dell'operazione e della scoperta del nome dell'assassino però per il medico non c'è comunque scampo e, contando i casi della puntata precedente, adesso per John e Reese si tratta della terza volta in cui la Machine fornisce un numero troppo tardi.
Harold non può ce prenderne drammaticamente atto, qualcosa di terribile sta succedendo alla Macchina e il virus lanciato dalla Stanton rischia davvero di compromettere tutto.
Mentre un altamente preoccupante count down compare sul display della Machine, la nostra attenzione è catturata anche dall'altro protagonista della puntata, ovvero Fusco. Per il nostro Lionel infatti le cose sembrano mettersi davvero male, il suo passato da corrotto sta tornando a galla insieme al suo coinvolgimento ne loschi crimini dell'HR.
Motivo di preoccupazione per Fusco però non è solo quello di essere scoperto e condannato ma anche quello di mettere in pericolo chi sta cercando di aiutarlo, di capire. Mi riferisco ovviamente alla Carter che, nonostante alla scoperta delle malefatte di Fusco reagisca molto male inizialmente, in seguito è disposta a rendersi conto del cambiamento dell'uomo, del suo completo riscatto, tanto da decidere di rischiare in prima persona per far sparire l'unica prova che lo avrebbe definitivamente incastrato.
Ho molto apprezzato la reazione di pancia della Carter, la sua risposta decisa ad Harold, il suo volergli negare l'aiuto per una volta, il suo dispiacere per la morte di Cal. E poi ancora è stata semplicemente grandiosa nella risoluzione finale, sfidando tutto e tutti per aiutare un amico, mettendo a rischio la propria stessa carriera e tradendo quello in cui ha sempre creduto. Emblematica infatti quell'espressione distrutta per la consapevolezza della gravità dell'azione compiuta accompagnata dall'immagine di quelle impronte sporche di terra che rivelano il suo ruolo nella sparizione del cadavere e che diventano metafora della sua coscienza, ormai irrimediabilmente corrotta seppur per la causa della Machine.
Inutile dire che si prospetta un finale coi fuochi d'artificio.
Trovare un difetto a Person of Interest? Praticamente impossibile! 

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